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Brief tecnico: il punto di partenza

Ogni masterbatch su misura nasce da un brief tecnico strutturato, che dovrebbe includere:

  • polimero (PP, PE, PS, tecnopolimeri, biopolimeri, riciclato…);

  • processo (estrusione, stampaggio a iniezione, soffiaggio, filatura, termoformatura);

  • colore o effetto richiesto (campione fisico, RAL, Pantone);

  • requisiti funzionali (UV, resistenza termica, additivi specifici).

Più il brief è completo, meno iter saranno necessari in seguito.

Formulazione in laboratorio

In laboratorio si definiscono:

  • polimero carrier compatibile;

  • pacchetto pigmentario (tipo e concentrazione);

  • eventuali additivi funzionali (processo, UV, antistatico, antimicrobico, ecc.).

Si producono piccoli lotti di prova e si verificano:

  • colore;

  • dispersione;

  • compatibilità con il materiale target.

Campionatura e test in produzione

Il masterbatch viene inviato al cliente per una campionatura in linea sui suoi impianti:

  • si testano resa cromatica e comportamento in estrusione/stampaggio;

  • si verificano eventuali difetti (puntinature, striature, viraggi);

  • si ottimizzano formula e dosaggio, se necessario.

L’obiettivo è arrivare a una formulazione che sia stabile, ripetibile e produttivamente efficiente.

Standardizzazione del lotto e supporto nel tempo

Una volta validata la campionatura:

  • la ricetta viene codificata;

  • si definiscono i controlli qualità sul lotto industriale;

  • si garantisce la ripetibilità tra lotti nel tempo.

Parallelamente, il fornitore resta un partner tecnico per:

  • adattare la formulazione a eventuali cambi di polimero o processo;

  • sviluppare varianti (es. versioni più sostenibili, effetti speciali, linee per riciclato).